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Hic Et Nunc – Qui e Ora – di Emanuele Conte

Analisi Critico-Testuale della Trasmissione Radiofonica di Emanuele Conte

1. La Scrittura per la Radio: Estetica della Parola Evocativa in questa trasmissione radiofonica di Emanuele Conte

La scrittura radiofonica si distingue nel panorama letterario per la sua natura intrinsecamente acusmatica: è una parola privata del corpo visivo e della scena materiale, che deve farsi carne, spazio e tempo unicamente attraverso il suono e il silenzio. Nell’opera complessiva “Hic Et Nunc” di Emanuele Conte, la tecnica di scrittura risponde a precise e raffinate regole drammaturgiche, strutturate per superare la transitorietà strutturale del mezzo radiofonico e sedimentarsi stabilmente nella coscienza dell’ascoltatore.

Il primo pilastro tecnico riconoscibile nella prosa di Conte è l’uso di una sintassi paratattica, ritmica e cadenzata. La radio non permette il “riavvolgimento” immediato della fruizione; l’ascoltatore non può rileggere un passaggio oscuro. Pertanto, l’autore adotta frasi brevi, incisive, iterate con sapienza geometrica. L’anafora costante della formula-chiave (“Qui e ora”) funge da metronomo concettuale, un autentico ancoraggio semantico che mantiene l’ascoltatore focalizzato sul nucleo filosofico del programma, pur permettendo variazioni narrative ed evoluzioni poetiche.

In secondo luogo, la scrittura risponde a criteri di forte visibilità sinestetica. Non potendo mostrare le immagini con la luce, il testo radiofonico deve evocarle attraverso il riflesso dei sensi: le parole si fanno calde o fredde (“il freddo sale dai piedi”), acquistano consistenza solida (“stringendo nei pugni un cambiamento”) o cromatica (“i colori dell’amore”). Gli oggetti quotidiani o i gesti minimi (le sigarette senza filtro, la borsa a fiori, le ginocchia che toccano terra) si elevano a correlativi oggettivi di stati d’animo universali, rendendo comprensibili concetti speculativi altrimenti astratti per un pubblico eterogeneo.

Infine, la tecnica di Conte sfrutta magistralmente il registro della confidenzialità e del dialogo intimo. La radio parla al singolo, non alla massa; si rivolge a un ascoltatore spesso isolato. Espressioni di reticenza narrativa come “Aveva un nome che non vi dirò” instaurano immediatamente una complicità esclusiva, un effetto di “presenza assente” dove la voce dell’autore risuona non come un saggio cattedratico, ma come quella di un viandante che siede accanto all’ascoltatore nella penombra della stanza o nell’abitacolo di un’auto, trasformando il testo scritto in un evento vivo e presente.

2. Analisi Analitica delle Riflessioni e degli Aforismi

Riflessione I

«Hic et nunc, una locuzione latina che tradotta letteralmente significa “qui e ora”, in pratica: adesso. Questa espressione la si usa spesso per indicare la pretesa o la necessità dell’attuazione immediata di un qualcosa, in breve: quando non si vogliono o non si possono concedere proroghe.»

  • Profilo Umanistico: L’autore introduce la locuzione contestualizzandola nella realtà linguistica e pragmatica contemporanea. L’accento è posto sulla necessità e sulla pretesa tipicamente umane della tempestività, sulla gestione dell’urgenza e sul rifiuto della dilazione nei rapporti sociali e lavorativi.
  • Profilo Filosofico: Viene delineato il concetto di tempo assoluto del presente. Si avverte l’eco dell’esistenzialismo e del pragmatismo: l’azione non procrastinabile definisce lo statuto ontologico dell’individuo. È il rifiuto del rinvio come forma di alienazione o non-esistenza.
  • Profilo Poetico: La transizione dal latino dotto (“Hic et nunc”) al lessico quotidiano (“in pratica: adesso”) crea un corto circuito espressivo, un’accelerazione verbale che mima la concisione del tempo che stringe e non ammette repliche.

Riflessione II

«Qui e ora, quando rivendicando diritti si mostra impazienza, quando ci si sente potenti o disperati ma anche quando ci si impunta o si cerca vendetta. Ed è allora che si naviga verso il basso.»

  • Profilo Umanistico: Emergono le passioni umane più viscerali: l’orgoglio della potenza, lo smarrimento della disperazione, la sete di giustizia che rischia di degenerare in vendetta. L’immediatezza si trasforma in un’arma psicologica a doppio taglio.
  • Profilo Filosofico: L’aforisma esplora la patologia del presente quando viene scisso dalla moralità e dalla riflessione. Il “qui e ora” cieco perde la sua valenza illuminante e diviene pulsione distruttiva, un regresso morale verso gli inferi dell’istinto e dell’ego.
  • Profilo Poetico: La folgorante metafora finale («si naviga verso il basso») capovolge l’idea tradizionale del movimento marittimo (la navigazione come scoperta o elevazione) in una caduta verticale, un viaggio subacqueo e oscuro nelle bassezze dell’animo.

Riflessione III

«Qui e ora, lo si grida senza emettere voce quando si chiede e si spera in qualcosa o in qualcuno; lo si dice con gli occhi e con il respiro quando l’attesa è insopportabile perché è troppo lunga.»

  • Profilo Umanistico: Si analizza la dimensione emotiva della speranza e del dolore silenzioso. È l’esperienza universale dell’attesa (amorosa, medica o esistenziale) in cui il corpo e la carne si fanno veicolo del messaggio prima ancora che si articoli la parola.
  • Profilo Filosofico: La riflessione evoca la fenomenologia del silenzio e del tempo percepito (la durata interiore di Bergson). Il tempo cronologico si dilata a dismisura sotto il peso dell’angoscia o del desiderio, ridefinendo lo spazio interiore del soggetto.
  • Profilo Poetico: L’ossimoro del “gridare senza emettere voce” e la delicatezza dei dettagli fisici (“gli occhi”, “il respiro”) conferiscono al testo un’intensità lirica drammatica e spoglia, traducendo l’invisibile tensione dell’anima in ritmo biologico.

Riflessione IV

«Qui e ora, pensando e stringendo nei pugni un cambiamento da tempo sognato che sembra non arrivare mai.»

  • Profilo Umanistico: L’essere umano è visto come un nucleo di volontà e resistenza. La frustrazione per l’ideale che tarda a realizzarsi si trasforma in energia cinetica trattenuta, nella promessa di un’emancipazione sociale o personale.
  • Profilo Filosofico: È la dialettica tra utopia (il sogno fuori dal tempo) e prassi (l’atto concreto). Il presente diventa l’unico terreno politico e ontologico in cui il sogno può essere costretto a incarnarsi e a farsi realtà storica.
  • Profilo Poetico: La potente immagine corporea del “stringere nei pugni un cambiamento” concretizza l’astratto. Il sogno smette di essere una nube evanescente per diventare un oggetto solido, afferrato fisicamente dalla determinazione della parola.

Riflessione V

«Qui e ora, perché è adesso che si cerca la pace, l’amore e la serenità. Qui e ora, perché non è stato ieri né sarà domani, ma è adesso il tempo in cui si vive.»

  • Profilo Umanistico: L’autore tocca il nucleo dei bisogni primari dell’animo umano. La ricerca della felicità viene sottratta alle nostalgie del passato e alle ansie del futuro, restituendo dignità all’attimo presente vissuto dall’individuo.
  • Profilo Filosofico: È il manifesto del presentismo etico e dello stoicismo: il passato è memoria inerte, il futuro è incertezza intangibile. Solo l’istante attuale possiede lo statuto dell’Essere. Vivere significa abitare coscientemente questo baricentro temporale.
  • Profilo Poetico: La struttura simmetrica e l’andamento binario (“ieri/domani”, “cerca/vive”) conferiscono un respiro solenne, quasi liturgico, alla frase. È una dichiarazione di presenza che risuona come un risveglio perentorio della coscienza.

Riflessione VI

«Ci sono sentimenti che non si possono pretendere puntando i piedi, battendo i pugni sul tavolo o spendendo fiumi di parole. Sono: l’amore, l’affetto e l’amicizia. Ma qui e ora, se apri la tua porta e hai un po’ di pazienza, vedrai che arriveranno. E ti sorprenderanno.»

  • Profilo Umanistico: Viene esplorata la fragilità delle relazioni umane e l’inutilità dell’imposizione. Il testo riconosce che i legami più autentici nascono dalla gratuità e dalla predisposizione all’accoglienza dell’altro, rifiutando la violenza della pretesa.
  • Profilo Filosofico: Si palesa il paradosso del presente: il “qui e ora” autentico non si conquista con l’atto di forza della volontà egoica, ma attraverso un’attesa attiva, una ricettività d’animo che richiama l’apertura all’Alterità della fenomenologia novecentesca.
  • Profilo Poetico: La transizione dai gesti violenti e rumorosi (“puntando i piedi”, “fiumi di parole”) alla quiete dell’azione minima (“apri la tua porta”) crea un contrasto dinamico splendido. La sorpresa finale giunge come una rivelazione di luce.

Riflessione VII

«Aveva un nome che non vi dirò, era una vecchia donna che fumava sigarette senza filtro. Persona strana, volubile ma ferma più di un pilastro se si trattava di soccorrere qualcuno, anche quando i soldi non erano più importanti o erano finiti, quando serviva una mano solo per bere un ultimo sorso d’acqua, per rimboccare le coperte mentre il freddo sale dai piedi. La sua vita era piaciuta solo a lei e la portava tutta in una borsa grande, di tessuto a fiori colorati. Lì c’erano le sus cause perse, i suoi sogni ormai inutili, c’erano fotografie, alcune di case con giardini piccoli ma curati e le finestre colorate, e poi quelle dei suoi affetti, cani compresi.»

  • Profilo Umanistico: Un ritratto di straordinario verismo e umanità emarginata ma ricca di dignità. La donna rappresenta l’archetipo dell’altruismo puro, slegato dalle logiche mercantili del profitto, dedito alla cura pietosa degli ultimi nel momento del trapasso.
  • Profilo Filosofico: La figura incarna l’etica della cura di derivazione levinasiana: farsi carico dell’Altro fino all’estremo limite del commiato. La sua vita “piaciuta solo a lei” ridefinisce il concetto di successo, svincolandolo dal giudizio eteronomo per ancorarlo all’autenticità esistenziale.
  • Profilo Poetico: Stile narrativo di altissima scuola radiofonica. Gli elementi realistici (“sigarette senza filtro”, “borsa a fiori”) deviano il testo dal rischio del patetismo. La borsa diventa un microcosmo poetico, contenitore analogico di un’intera esistenza.

Riflessione VIII

«L’ultima volta che la vidi, fra un colpo di tosse e l’altro, mi disse: “fregatene di tutto, seppellisci i calcoli e le aspettative degli altri, mettile insieme al passato che a poco serve se non a portare con sé un po’ di rabbia, ricordi, malinconia e anni. Pretendi di esistere oggi perché domani, di sicuro, sarà troppo tardi”.»

  • Profilo Umanistico: Il testamento spirituale della vecchia si configura come una liberazione dai condizionamenti sociali e dalle proiezioni altrui. L’invito a “esistere oggi” è un grido di autoconservazione psicologica contro l’alienazione del conformismo.
  • Profilo Filosofico: Rielaborazione radicale del Memento mori e del Carpe diem oraziano in chiave vitale e non edonistica. Il passato viene descritto come zavorra emotiva (la “rabbia”, la “malinconia”) che impedisce la pienezza dell’atto originario dell’esistere.
  • Profilo Poetico: L’uso del discorso diretto spezza l’andamento meditativo e conferisce al monologo una forza perentoria. Il contrasto tra la fragilità del corpo (“fra un colpo di tosse e l’altro”) e la durezza dei verbi (“fregatene”, “seppellisci”, “pretendi”) crea un effetto lirico di rara potenza drammatica.

Riflessione IX

«È un dolore tenue, si chiama pazienza. A volte è passeggera, altre volte è rassegnata. La pazienza arriva con l’età, proprio quando non ci sarebbe più il tempo di godersela, ma ben venga se ci fa sentire giovani.»

  • Profilo Umanistico: Si indaga l’accettazione dello scorrere del tempo e dei limiti biologici. La vecchiaia non viene mitizzata, ma compresa nella sua offerta di una nuova prospettiva interiore: uno sguardo più lento, tollerante e clemente sul mondo.
  • Profilo Filosofico: Paradosso temporale: la pazienza presuppone la dilatazione del tempo, eppure si manifesta compiutamente quando il tempo stringe. Filosoficamente, questa conciliazione degli opposti rappresenta la conquista della saggezza, la padronanza dello spirito sulla finitudine della carne.
  • Profilo Poetico: L’ossimoro fulminante iniziale («dolore tenue») definisce mirabilmente lo stato d’animo della pazienza. Il finale ribalta le aspettative logiche associando la pazienza senile al sentimento della giovinezza, in un guizzo arguto che alleggerisce il tono.

Riflessione X

«Gli esseri umani sono tanti e pretendono, vogliono tutto, subito, qui e ora. Noi abitanti della Terra a volte condizioniamo e abbattiamo ogni cosa che troviamo fra noi e quello che ci serve o desideriamo. Ma per fortuna non siamo tutti uguali, c’è anche chi crede nel ravvedimento, nell’umiltà ed è lungimirante. E poi c’è chi ha fede e prega perché le cose cambino.»

  • Profilo Umanistico: Uno sguardo sociologico e antropologico critico sulla contemporaneità, dominata dall’egoismo dell’omologazione e dal consumismo dei desideri. L’autore salva l’umanità evidenziando la persistenza della minoranza etica, della spiritualità e dell’empatia.
  • Profilo Filosofico: Critica della ragione strumentale (di matrice francofortese) applicata all’ambiente e al prossimo: l’impulso a distruggere gli ostacoli per il possesso. A questo atteggiamento predatorio si contrappone un’ecologia della mente basata su virtù classiche: l’umiltà (il limite) e la fede (la trascendenza).
  • Profilo Poetico: Il movimento testuale passa dall’accumulo caotico e aggressivo dei verbi iniziali (“pretendono, vogliono tutto, subito”) alla stasi meditativa e pacificata delle parole finali (“umiltà”, “fede”, “prega”), realizzando una vera e propria catarsi sonora per l’ascoltatore.

Riflessione XI

«Molto spesso le cronache riportano storie di violenza; in certi casi il qui e ora non è un diritto ma una nefandezza, un crimine. Succede che il qui e ora sia la rovina per chi ha torto o pretende e diventi un male inguaribile che lascia profonde cicatrici su chi subisce.»

  • Profilo Umanistico: L’irruzione drammatica della cronaca nera e della sofferenza reale. Il testo affronta il trauma della violenza (sociale o interpersonale) in cui l’immediatezza pulsionale dell’aggressore annienta la salute e la dignità della vittima.
  • Profilo Filosofico: Operazione di decondizionamento del concetto stesso di “qui e ora”. L’autore dimostra che assolutizzare l’istante recidendo il legame con l’etica e la responsabilità trasforma l’attimo in arbitrio puro e male radicale.
  • Profilo Poetico: L’uso di termini severi, spogli e privi di ornamenti (“nefandezza”, “crimine”, “cicatrici”) strappa il testo al lirismo consolatorio per precipitarlo nella durezza etica. La parola si fa denuncia civile e testimonianza del dolore impresso sui corpi.

Riflessione XII

«Nelle storie di amanti l’impazienza della passione spesso fa dire sì, lo voglio, qui e ora. Quando questo avviene per amore è un giorno di festa, il mattino si sveglia con il sole anche se piove, le sere d’inverno si riscaldano anche senza che i ceppi siano accesi nel camino. Quando ci sono i colori dell’amore la vita è bella ed è bello pretendere la felicità qui e ora.»

  • Profilo Umanistico: Celebrazione dell’eros e dell’agape combinati. L’impazienza erotica trova la sua piena legittimità nella reciprocità affettiva, trasformando la dimensione quotidiana della coppia in uno spazio protetto dalle avversità del mondo esterno.
  • Profilo Filosofico: Il “qui e ora” assume le vesti del Kairos: il tempo opportuno, l’istante supremo che redime il tempo lineare della noia o del dolore (Chronos). La pretesa della felicità diventa un dovere ontologico fondato sul riconoscimento dell’altro.
  • Profilo Poetico: Ricorso raffinato al codice della poesia lirica classica e pastorale. Le sinestesie e le immagini atmosferiche capovolte (“il sole anche se piove”, “riscaldano senza ceppi”) esprimono la forza trasfiguratrice dell’esperienza amorosa sul piano reale.

Riflessione XIII

«L’impazienza, in certi casi, porta a malintesi anche con sé stessi, scelte fatte in fretta e decisioni sbagliate, per poi capire che non era quello che si voleva veramente. Spesso i complici o le cause delle scelte immature, del volere tutto subito qui e ora, sono gli altri; con il loro comportamento, visioni o consigli condizionano involontariamente o meno la vita di chi gli sta a tiro, causando danni per i quali probabilmente non pagheranno mai.»

  • Profilo Umanistico: Un’acuta riflessione psicologica sulla pressione dei gruppi sociali e dei modelli di comportamento esterni. L’ansia da prestazione sociale genera un’impazienza artificiale, espropriando il singolo della propria autentica volontà.
  • Profilo Filosofico: Analisi dell’inautenticità speculare a quella heideggeriana (il dominio del “Si dice”, “Si fa”). L’eterodirezione delle scelte svuota il presente del suo significato soggettivo, riducendo l’individuo a eco delle aspettative e dei calcoli altrui.
  • Profilo Poetico: Il tono si fa lucido, analitico e moderatamente disilluso. La metafora balistica del “chi gli sta a tiro” evoca un’idea di vulnerabilità indifesa e descrive perfettamente l’inconsapevolezza delle vittime di manipolazioni ambientali.

Riflessione XIV

«C’è un ambito in cui l’affermazione qui e ora per certi versi è giustificata, se non addirittura auspicabile, ed è quando due persone che si amano si promettono di più.»

  • Profilo Umanistico: La promessa d’amore vista come superamento della paura del domani. Nel dichiararsi fedeltà, gli esseri umani stabiliscono un patto emotivo e sociale fondato sulla stabilità del legame interpersonale, arginando il caos del mondo.
  • Profilo Filosofico: La logica della promessa (indagata da Hannah Arendt) è l’unico atto umano in grado di gettare un’ancora di certezza nel mare del futuro imprevedibile. Il “qui e ora” della promessa fonda e legittima eticamente il domani.
  • Profilo Poetico: L’espressione splendidamente reticente “si promettono di più” apre uno spazio indefinito all’immaginazione dell’ascoltatore. La poeticità risiede in questo non detto che nobilita e sacralizza l’intimità del giuramento emotivo.

Riflessione XV

«Ci sono momenti durante i quali ripensi al passato, a quando tutto il tempo del mondo era ai tuoi piedi pronto per farsi camminare sopra. Ripensi alla fretta che avevi, ma non ti sai ancora spiegare perché ti faceva sfuggire le occasioni dalle mani. E adesso, che passati gli anni avresti ragione di pretendere tutto qui e ora, vorresti solo avere tempo per aspettare.»

  • Profilo Umanistico: Il bilancio esistenziale tipico dell’età matura. Si palesa l’ironia tragica della condizione umana: da giovani si dispone del tempo ma manca la consapevolezza per goderne; da vecchi si acquisisce la consapevolezza ma scarseggia la risorsa temporale.
  • Profilo Filosofico: Riflessione sul paradosso della temporalità vissuta. La fretta giovanile dissipa il presente inseguendo un futuro immaginario; la saggezza senile scopre che il vero lusso non è il possesso immediato, ma la facoltà e la grazia dell’attesa meditativa.
  • Profilo Poetico: Uno dei vertici lirici dell’intera opera. La straordinaria immagine del tempo “ai tuoi piedi pronto per farsi camminare sopra” contrasta malinconicamente con l’idea delle occasioni che sfuggono come acqua “dalle mani”. Il ritmo si fa lento, intimista ed elegiaco.

Riflessione XVI

«Sono molti i giorni che nascono difficili, sono tante le persone che vogliono anche loro quello che vedono sui video, innumerevoli le anime che vorrebbero ritrovare quello che credono di avere perso, miliardi di sorrisi spenti attendono solo di accendersi. La serenità è un tesoro nascosto che si fa vedere spesso, ma solo sulle facce degli altri e vorresti anche tu attraversare subito il mare del tempo e delle tempeste per raccoglierne un po’, vuoi andartene da qui e da ora per approdare dove il cielo è terso e le previsioni del tempo non servono, perché è sempre bello.»

  • Profilo Umanistico: L’alienazione indotta dalla civiltà dell’immagine e dello spettacolo (“quello che vedono sui video”). La frustrazione sociale e il senso di inadeguatezza si fondono con il desiderio universale di evasione dalle fatiche del quotidiano.
  • Profilo Filosofico: L’illusione dell’alterità (l’idea che la felicità sia sempre altrove, depositata sul volto degli altri) genera la spinta all’utopia spaziale e temporale. È il desiderio di uscire dallo scorrere storico del dolore per entrare in una dimensione mitica e atemporale.
  • Profilo Poetico: Il testo assume un respiro lirico corale ed epico (“miliardi di sorrisi”, “il mare del tempo”). La bellissima metafora del viaggio marittimo verso un’isola felice “dove le previsioni del tempo non servono” riscatta l’angoscia iniziale attraverso una squisita visione fiabesca e salvifica.

Riflessione XVII

«Sulla Terra siamo in tanti e nella confusione generale ci diamo da fare, corriamo e combattiamo tante battaglie, a volte anche scansando le frecce avvelenate dagli altri o dal destino. Quando sei stato colpito e le tue ginocchia hanno toccato terra. È lì, è allora che puoi trovare l’energia per rialzarti e combattere più forte. Non permettere a nessuno di spegnerti, resta acceso, qui e ora.»

  • Profilo Umanistico: Inno alla resilienza umana di fronte alle avversità storiche ed esistenziali. La caduta non è vista come un verdetto definitivo di sconfitta, bensì come il punto di partenza biologico e psicologico per una rinascita.
  • Profilo Filosofico: Etica nietzschiana del superamento di sé e del riscatto dal dolore. Toccare terra con le ginocchia rappresenta la presa di contatto con la realtà cruda; il rimanere “acceso” è l’affermazione della Volontà di Vita intesa come pura energia resistente.
  • Profilo Poetico: L’uso di immagini eroiche classiche (“combattiamo battaglie”, “frecce avvelenate”) dinamizza il testo radiofonico. La transizione dal fallimento fisico (“ginocchia a terra”) al comando poetico imperativo («resta acceso») incendia il finale di forza esortativa.

Riflessione XVIII

«È meglio vivere forte, intensamente e ballare il più possibile con qualcuno che amiamo o che ci sta simpatico, perché non si può mettere fretta al tempo, si può solo constatare che passa. Saltare da un tempo all’altro, al momento, è roba da fantascienza, al massimo da scienziati, mentre la vita è questione semplice e pratica. L’importante è essere felici qui e ora.»

  • Profilo Umanistico: L’epilogo programmatico dell’opera restituisce all’uomo la gioia della quotidianità e della condivisione dionisiaca (il ballo, l’amicizia, l’affetto spontaneo). C’è un invito al disincanto verso i miti tecno-scientifici del progresso a favore della concretezza delle relazioni umane.
  • Profilo Filosofico: Sintesi finale del vitalismo e del realismo metafisico. Preso atto della inesorabilità del tempo lineare (Chronos) che consuma l’esistenza, l’unica risposta filosofica sensata è l’accettazione gioiosa dell’istante, una forma di amor fati applicato alla felicità semplice del quotidiano.
  • Profilo Poetico: Il tono si fa ironico e colloquiale (“roba da fantascienza, al massimo da scienziati”) per sdrammatizzare la tensione speculativa precedente. La chiusura si fa epigrammatica e risoluta, suggellando l’intero ciclo testuale con la formula definitiva della saggezza universale.

3. Considerazioni Conclusive

L’opera radiofonica “Hic Et Nunc” di Emanuele Conte si configura, alla luce dell’analisi testuale svolta, come una complessa partitura di parole volta alla rieducazione sentimentale e temporale dell’ascoltatore. Attraverso una sapiente modulazione dei registri — che variano dal realismo drammatico delle storie quotidiane alla speculazione aforismatica di stampo stoico —, Conte trasforma la trasmissione radiofonica in una moderna agorà etica. La sua scrittura per l’ascolto non impone verità preconfezionate, ma scava gallerie di riflessione nell’interiorità di chi ascolta, offrendo il “qui e ora” non come un dogma statico o un capriccio edonistico, ma come una prassi dinamica e necessaria per rimanere autenticamente umani.